Cenni storici

Immagine tratta dalla cerimonia di posa della prima pietra

Immagine tratta dalla cerimonia di posa della prima pietra

Nei primi anni sessanta Don Pietro Donzelli, delegato per le vocazioni in Sardegna, sposò l'idea di portare in Sardegna l'altra parte del programma del fondatore don Orione: le case di carità. Fu l'intraprendenza di Don Zambarbieri, superiore generale della congregazione orionina a convincere il cavalier Luigi Casu a donare il terreno adatto alla costruzione della nuova opera, in quanto la storica area donata dai fratelli sacerdoti Putzu era interamente occupata dalla costruzione ormai avviata del nuovo seminario. L'area sorgeva prospiciente alla piazza Don Orione, inizialmente fu battezzata "Piccolo Cottolengo Sardo", anche se poi, in pratica, ospitò solo anziani. Concretamente l'opera decollò quando l'impresario cavalier Giuseppe Putzu si offrì di costruirla gratuitamente in memoria dello zio don Francesco.

Il 23 maggio 1963 solennemente si benedì la prima pietra. L'anno seguente vennero le prime suore orionine (denominate Piccole Suore Missionarie della Carità) a prestare il loro servizio apostolico. Con gli anni si ritennero insufficienti i locali predisposti e 10 anni più tardi gli orionini sulla base di un contributo iniziale della regione sarda realizzarono il primo piano, consentendo ad un'altra ventina di anziani di essere ospitati migliorandone la ricettività.

Nel 2006 le Piccole Suore Missionarie della Carità cessarono il loro servizio all'interno dell'Opera.

La casa continua ad essere gestita, sin dalla sua fondazione, dai religiosi orionini che, coadiuvati da personale laico, proseguono il loro impegno apostolico secondo il carisma del Fondatore,  cercando di portare valore aggiunto al servizio di assistenza.